La pena temporale

Esistono due conseguenze al peccato, la prima consiste nel distacco da Dio ed è la pena eterna (vale a dire l’inferno). Questa è cancellata durante la confessione, quando il peccatore è rimesso allo stato di grazia e alla comunione con Dio. Tuttavia ogni peccato necessita una purificazione che si ottiene con una pena temporale, alla quale il peccatore può essere obbligato nonostante il perdono successivo alla confessione. "Se io offendo uno e poi voglio riconciliarmi con lui, gli devo dare una soddisfazione. Ciò comporta un mio abbassamento e una qualche mia pena. Succede così tra noi uomini, succede così anche con Dio e noi cattolici temiamo che, rimesso il peccato, Dio non rimetta tutta la pena dovuta, nel caso il pentimento del peccatore sia stato imperfetto" (Albino Luciani, Ritiro predicato alle Superiore religiose del Patriarcato di Venezia, maggio 1973).

La seconda conseguenza del peccato, che consiste nella pena temporale, può essere scontata sulla terra con preghiere e penitenze, con opere di carità e con l’accettazione delle sofferenze della vita. Viceversa può essere scontata nell’aldilà, nel Purgatorio.

Per estinguere il debito della pena temporale la Chiesa permette al fedele battezzato di accedere alle indulgenze.


L’indulgenza

L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi per quanto riguarda la colpa (per i quali cioè si è già ottenuta l’assoluzione confessandosi). L'indulgenza è una remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministro della Redenzione, con la sua autorità, dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi.

"L’indulgenza è parziale o plenaria a seconda che liberi in parte, o in tutto, dalla pena temporale dovuta ai peccati" ( Paolo VI, Costituzione Apostolica Indulgentiarum doctrina, 1967).

La Chiesa dispensa le indulgenze in forza del suo unico tesoro: i meriti di Gesù Cristo, della Madonna e dei Santi. Lo fa in merito al potere di legare e sciogliere, che Gesù dette a Pietro: "Ti darò le chiavi del Regno dei Cieli; tutto ciò che avrai legato sulla terra resterà legato nei cieli e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra resterà sciolto nei cieli" ( Mt, 16, 19).

"La Chiesa, avendo ricevuto da Cristo il potere di perdonare in suo nome, è nel mondo la presenza viva dell’amore di Dio che si china su ogni umana debolezza per accoglierla nell’abbraccio della sua misericordia. È precisamente attraverso il ministero della sua Chiesa che Dio espande nel mondo la sua misericordia mediante quel prezioso dono che, con nome antichissimo, è chiamato indulgenza" ( Giovanni Paolo II, Incarnationis mysterium, Bolla di indizione dell’Anno Santo, 1998).

Nella Comunione dei Santi, "tra i fedeli che già hanno raggiunto la Patria Celeste o che stanno espiando le loro colpe in Purgatorio, o che ancora sono pellegrini sulla terra, esiste certamente un vincolo perenne di carità e un abbondante scambio di tutti i beni" ( Paolo Indulgentiarum doctrina, 1967). Ricorrere alla Comunione dei Santi permette al peccatore di essere purificato rapidamente e con più efficacia dalle pene del peccato.


L’indulgenza plenaria e l’indulgenza parziale

In precedenza abbiamo parlato della differenza tra indulgenza plenaria e parziale, senza però spiegarla. La prima consente la remissione di tutta la pena temporale dei peccati già perdonati in confessione. Può essere ottenuta più volte durante l’anno giubilare, ma non più di una volta al giorno, salvo il caso di pericolo di morte.

Con l’indulgenza parziale, invece si ottiene la remissione di una parte della pena temporale. Questo genere d’indulgenza un tempo veniva quantificata: ce n’erano di cento, trecento giorni, uno o più anni. Molti fedeli, però, pensavano erroneamente che questi fossero giorni o anni di Purgatorio in meno da scontare, quindi Paolo VI decise di non indicare più la determinazione del periodo dell’indulgenza parziale. Questa si misura non più in mesi o anni, ma con l’azione del fedele: un’azione buona tanto più vale quanto più costa sacrificio e quanto più è fervida di amore verso Dio. L’indulgenza parziale può essere ottenuta anche ripetutamente nel corso di una stessa giornata.

Entrambi i tipi d’indulgenza possono essere ottenuti anche fuori dall’anno giubilare, come durante le benedizioni papali Urbi et orbi, quando il Cardinale Diacono ricorda che "il Santo Padre concede l’indulgenza plenaria" secondo le norme stabilite dalla Chiesa ai presenti e a quanti seguono la cerimonia per mezzo della radio e della televisione.

L’indulgenza parziale è concessa ai cristiani che abbiano sacrificato se stessi o i loro averi al servizio dei fratelli. "Si concede l’indulgenza parziale al cristiano che abbia spontaneamente reso aperta testimonianza di fede di fronte ad altri in particolari circostanze della vita quotidiana" (Enchiridion indulgentiarum, Libreria Editrice Vaticana, 1999).


Cos’è necessario per ricevere l’indulgenza

Per ottenere le indulgenze il fedele deve essere:

  • battezzato, poiché l’atto di giurisdizione delle indulgenze può essere esercitato solo su chi appartiene al Corpo mistico di Cristo, che è la Chiesa;
  • non scomunicato, in quanto se lo fosse non potrebbe partecipare né alle indulgenze né alle pubbliche preghiere della Chiesa;
  • in stato di grazia, perché il debito della pena temporale si può cancellare dopo la cancellazione della colpa e della pena eterna per mezzo della confessione sacramentale;
  • intenzionato ad ottenere l’indulgenza, poiché il beneficio non può essere concesso a chi non lo vuole.

Come si ottiene un’indulgenza

Come prima cosa deve effettuarsi il totale distacco dal peccato, anche quello veniale; se manca questa fondamentale condizione di distacco totale dal peccato e del sincero pentimento, l’indulgenza non sarà plenaria, bensì parziale. In secondo luogo è necessario confessarsi, fare la comunione, pregare secondo le intenzioni del Papa e compiere l’atto a cui la Chiesa annette l’indulgenza, come per esempio, la visita alle Basiliche durante il Giubileo.

 


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